
Il materiale per ponti dentali più resistente attualmente utilizzato nell'odontoiatria moderna è la zirconia, nello specifico la zirconia monolitica stabilizzata con ittrio. È ampiamente considerata il "gold standard" quando si tratta di combinare elevata resistenza, durabilità e un'estetica accettabile, in particolare per ponti a più elementi (a grande estensione) e per i denti posteriori che sono esposti a forti forze masticatorie.
La zirconia è un tipo di materiale ceramico, ma a differenza delle ceramiche tradizionali, è stata ingegnerizzata per raggiungere un'eccezionale resistenza meccanica. La sua resistenza alla flessione varia tipicamente da 900 a 1200 MPa, un valore significativamente più alto rispetto alla maggior parte delle altre ceramiche dentali. Ciò la rende altamente resistente a fratture, scheggiature e incrinature sotto pressione. A causa di questa robustezza, i ponti in zirconia monolitica possono spesso essere realizzati senza una sottostruttura metallica, riducendo il rischio di scheggiatura della ceramica (chipping) che a volte si riscontra nei vecchi restauri in metallo-ceramica (PFM).
Un'altra importante categoria di materiali resistenti è quella delle leghe a base metallica, in particolare il cobalto-cromo (Co-Cr) e le leghe d'oro. Il cobalto-cromo è estremamente resistente e rigido, spesso utilizzato per le strutture di protesi parziali e talvolta nei ponti. Le leghe d'oro, sebbene meno comuni oggi a causa dei costi e dell'estetica, offrono un'eccellente durabilità e prestazioni a lungo termine perché sono altamente resistenti alla corrosione e all'usura. Tuttavia, entrambe le opzioni metalliche mancano dell'aspetto naturale simile a quello del dente che la zirconia fornisce, il che ne limita l'uso nelle aree visibili.
Un'opzione tradizionale è il ponte in metallo-ceramica (PFM), che combina una sottostruttura in metallo con uno strato esterno in porcellana. I ponti in metallo-ceramica sono resistenti grazie al nucleo metallico, ma lo strato di porcellana può talvolta scheggiarsi o usurarsi nel tempo. Pur essendo ancora affidabili e ampiamente utilizzati, vengono gradualmente sostituiti da sistemi interamente in ceramica più recenti come la zirconia, a causa dei limiti estetici e del perfezionamento delle tecnologie ceramiche.
Un altro materiale moderno è la vetroceramica al disilicato di litio (nota come e.max), apprezzata per l'eccellente estetica e la buona resistenza (circa 350-500 MPa). Sebbene abbia un aspetto molto più naturale rispetto alla zirconia, non è altrettanto resistente, il che la rende più adatta per corone singole o ponti corti in aree a bassa sollecitazione, piuttosto che per lunghi ponti nei settori posteriori.
In termini di pura resistenza, la zirconia è chiaramente in testa grazie al suo unico meccanismo di "indurimento per trasformazione". Quando viene applicata una sollecitazione, la struttura cristallina della zirconia cambia in modo da bloccare la propagazione delle crepe. Questa proprietà è ciò che la rende superiore alla maggior parte delle altre ceramiche in odontoiatria.
Tuttavia, la scelta del materiale "più resistente" non riguarda solo la forza bruta. I dentisti considerano anche la forza del morso, la posizione nella bocca, il numero di denti mancanti, l'estetica, la salute delle gengive e la condizione dei denti antagonisti. Ad esempio, un ponte in zirconia può essere ideale per i molari, mentre un materiale più estetico potrebbe essere preferito per i denti anteriori a seconda del caso clinico.
In conclusione, la zirconia monolitica è attualmente il materiale per ponti dentali più resistente e ampiamente raccomandato grazie alla sua eccezionale resistenza alle fratture, alla durabilità a lungo termine e a un'estetica in continuo miglioramento. Sebbene anche le leghe metalliche come il cobalto-cromo siano molto resistenti, la zirconia offre il miglior bilanciamento complessivo per la moderna odontoiatria restaurativa.

Il Dr. Rifat Alsaman ha oltre 5 anni di esperienza clinica ed è attualmente il responsabile del team medico della Vitrin Clinic.


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